Prove di Runa

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Apolitìa come rivolta contro il mondo moderno

Friedrich Nietzsche, il tardo Ernst Jünger, Julius Evola: essi rifiutarono qualunque compromissione con ogni sistema politico. Non furono fascisti, nazionalisti, nazionalsocialisti, o socialisti di alcun altro tipo; e certamente non furono democratici o liberali. La ragione non era solo la loro reazione al risultato finale della liberaldemocrazia — l’”ultimo uomo” che non conosce meta fuori di sé — ma soprattutto poiché essi videro attraverso le illusioni di tutti questi sistemi. Fu un problema anche l’esaminare gli errori e i confronti degli Anni ‘30, ed evitarli. Quando ripubblichiamo gli scritti di Evola di quel periodo, è esattamente con la stessa intenzione, e senza alcuna intenzione di destare sentimenti di nostalgia. Ma è infruttuoso perdersi in dispute interminabili nel giudicare individui di quel tempo. Il distacco interiore non è valido solo nelle condizioni dei tempi presenti, ma anche riguardo al passato. Coloro che cercano una connessione con la Tradizione eterna non se ne interessano con nostalgia, né condannando il passato. La vecchia Destra e la Nuova Destra, quanto l’intera Sinistra, possono prendersene cura. Noi viviamo di ciò che è valido eternamente, giusto eternamente, e oltre la Destra.

Con Georges Gondinet, vediamo la Destra posseduta da due demoni: l’uno il Riformismo, l’altro l’Estremismo. Il riformismo è una malattia spirituale, il cui sintomo è la dimenticanza di ciò che è essenziale. Il riformista può forse curare l’influenza, ma solo al prezzo del più pericoloso cancro. L’Estremista, come ultima risorsa, può piazzare bombe, ma senza toccare il cuore del sistema. Attacca l’esteriore, proprio come fa il Riformista. Sono entrambi superficiali, non radicali. L’analisi radicale, l’intervento sistematico, e l’offerta di alternative sociali sono i compiti più duri del vero uomo della Destra, il rappresentante della Tradizione. Il suo dovere principale è sopravvivere al collasso autoprocuratosi dal sistema (Georges Gondinet, Brève démonologie pour une action traditionnelle au service du plan divin, «Totalité» 23 / 1985).

Ernst Jünger, L'operaio. Dominio e forma Non si tratta di un problema di forma di governo: non siamo antidemocratici. La repubblica romana era tradizionale, e così fu la polis greca; ma parimenti lo fu anche la monarchia di diritto divino. Il governo delle oligarchie aristocratiche separato da Spirito e Popolo non è tradizionale, né democratico, benché tenti di celarsi dietro tale maschera.

Il ritiro dalla sfera politica è essenzialmente un ritiro interiore, che definisce una frontiera interiore tra il sistema moderno e noi stessi. Ciò porta a una partecipazione distaccata nel gioco delle forze politiche. L’opposizione viene in genere favorita. Tutti i rifugî esteriori hanno un lungo tempo prima di venire distrutti. Tracce isolate possono rimanere negli antichi centri iniziatici, ma è illusorio diffondere una restaurazione universale su tale base. No: solo il “Tibet interno” può essere un rifugio per noi nel mondo al quale noi non apparteniamo; un mondo che non è null’altro che un’orgia di stupidità, violenza e volgarità, un mondo moderno la cui decadenza dobbiamo ritorcere contro sé stessa, se sarà possibile rimanere interiormente illesi nel farlo. Favoriamo la sua purificazione rivolgendo il suo lato sudicio verso l’interno. Deploriamo l’attitudine ascetica e pia, quando questa dissimula una slealtà interiore. Affermiamo l’apparenza esteriore di abitare il mondo decadente — come musicista rock, mezzano o persino politico — se questo protegge un distacco interiore e difende dall’astio del mondo. Non è il nostro modo di odiare il mondo materialistico decadente. Ora finalmente volgiamo il suo odio, che è, in fondo, l’astio diabolico del ribelle contro la Tradizione e l’Ordine divino, contro sé stesso.

Una vita al di fuori della modernità è impossibile oggigiorno, qui nel cuore della bestia, il mondo della “civilizzazione occidentale”. Fare un tentativo in qualunque luogo può solo significare l’attirarne gli assalti su sé, e la fetida marea moderna inonderebbe come l’esercito comunista in Tibet.

In considerazione di tutto ciò, resta il problema di favorire la realizzazione interiore di quelle energie tradizionali che sono ancora attive, e il primato assoluto dello Spirito sulla Materia.

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Da Algiza 13, p. 8.

Gennaio 1, 2000 - Pubblicato da runen | Algiza, Italiano, Teiwaz | | Ancora nessun commento.

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